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Abbiamo chiesto a chef di chiara fama come, secondo loro, è possibile coniugare i 50 cibi del futuro con la cucina tradizionale.
Riccardo Camanini

Riccardo Camanini - 1 stella Michelin – Chef – Ristorante Lido 84

La scelta è difficile, poiché in realtà tutti questi ingredienti sono ben utilizzabili e si possono adattare ad una cucina attenta e raffinata. Oltre a ciò, mi piace basarmi sul conoscere l’artigiano, i suoi metodi produttivi, le ragioni della sua impresa e, in ultimo, il gusto. 

Bobo Cerea

Bobo Cerea – 3 stelle Michelin – Chef – Ristorante da Vittorio

Per la tradizione italiana è probabilmente più facile integrare diversi tipi di cereali, in particolare i cosiddetti grani antichi, quelli che venivano utilizzati dai nostri avi, che presentano un ottimo equilibrio nutrizionale e che oggi sono anche alla base di alcune rivisitazioni in chiave gastronomica di piatti iconici. La dieta mediterranea ha la grande fortuna di adottare già moltissimi dei cibi del futuro, basta solo saperli abbinare in maniera corretta. 

Diego Rossi

Diego Rossi – Bib Gourmand – Chef – Ristorante Trippa

Beh, sicuramente tutti quelli che appartengono al nostro territorio, quindi alcune brassicacee, cereali e legumi che consumiamo comunque da anni attraverso le ricette regionali. Nessuno vieta nel quotidiano, a casa propria, di utilizzare anche qualche prodotto esotico (possibilmente a basso impatto ecologico).

Giovanni Solofra

Giovanni Solofra – 2 stelle Michelin – Chef – Ristorante Tre Olivi

Per quanto mi riguarda credo che sia impossibile individuare una piccola selezione dei cibi in lista. Il bel lavoro presentato da Knorr e WWF spazia dai legumi alle alghe passando per i tuberi, i germogli e le noci, tutti elementi imprescindibili per una cucina fatta di tradizione ma anche di creatività e sperimentazione.

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